Periodo di eventi. I piu` importanti a livello internazionale. Dal Burn RiverJump al Burton European Open, dal Billabong Air&Style al Rookie Tour. Coinvolta in questo marasma di appuntamenti, ne ho approfittato per sbirciare dietro le quinte e vivermi cio` che agli occhi degli spettatori sfugge. Coloro che organizzano, si disfano, telefonano, prenotano, accompagnano, scrivono. Tante donne. Piu` di quanto si possa immaginare. Donne impegnate, che chiedono ordine e discrezione. Donne manager che stimolano e sostengono. Donne giornaliste, pr, speaker, fotografe. Donne che in sordina mettono in piedi una macchina perfetta.
Competizioni a livello internazionale, gare che richiamano rider da ogni paese, televisioni, giornali, radio. Contest che hanno il potere di radunare migliaia di persone paganti che rimangono serate intere in piedi a temperature imbarazzanti. Mi sono avvicinata con cautela e ho toccato con mano la scenografia di una tale organizzazione. Ho notato dedizione e precisione. Negli orari, nelle classifiche, nei risultati, nei programmi. Ho osservato da lontano, sentendomi quasi in difetto.
Ho conosciuto fidanzate entusiaste ed orgogliose del proprio ragazzo, amiche pronte a sostenere l'amico in gara. Ho lavorato fianco a fianco con professioniste con anni d'esperienza e poca voglia di far festa post-evento. La priorita` e` sempre stata quella di portare a termine il lavoro, un report, un articolo. Assicurarsi che tutto fosse in ordine e nessuno si stesse lamentando.
Benche` a livello operativo non si possa commentare il lavoro di operai, tecnici e coordinatori, ho constatato con soddisfazione che anche nello snowboard cosi` come in ogni contesto nel mondo degli eventi, l'organizzazione femminile la fa da padrone e mi sono cautamente sentita parte di meccanismo vincente.
Un mondo maschile supportato da una realta` femminile. Bella sensazione. Su e giu` da un palco. Fuori e dentro ad uno snowpark.